Lo stile grafico degli artisti graphic novel si distingue per l'uso espressivo dei disegni, che vanno oltre il semplice supporto narrativo, diventando opera grafica di valore autonomo, come ha dimostrato tanta pop art. Un elemento centrale di questo stile è la modalità con cui le immagini vengono organizzate sulla pagina. La disposizione delle vignette e l'uso di spazi vuoti contribuiscono a definire il ritmo narrativo, favorendo una lettura non lineare e spesso lasciando ampio spazio all'interpretazione del lettore. La scelta dei colori, che può variare da tonalità intense a sfumature più delicate, è altrettanto funzionale alla creazione dell'atmosfera e al rinforzo del tono emotivo della storia. Diversi artisti pop hanno tratto ispirazione dalle strip novel, reinterpretando e elevando la cultura popolare a oggetto di arte alta. Andy Warhol (Usa) James Rosenquist (Usa) Tom Wesselmann (Usa) Richard Hamilton (Regno Unito)
L'approccio stilistico dei migliori disegnatori di graphic novel è caratterizzato da una marcata sperimentazione, che talvolta porta alla fusione di stili diversi, dall’astratto al figurativo, in grado di arricchire la narrazione e di ampliarne la portata espressiva, ma sempre nell'argine di un'arte figurativa comprensibile e significativa.
È uno degli artisti più emblematici della Pop Art in relazione ai fumetti. Lichtenstein ha creato opere ispirate ai fumetti americani, in particolare quelli della serie "comic strips" degli anni '50 e '60. Utilizzando una tecnica di pittura che imitava i puntini di stampa (stile Benday dots), ha trasformato scene di commozione, amore e conflitto, tipiche dei fumetti, in grandi dipinti. Opere come Whaam! (1963) e Drowning Girl (1963) sono esempi celebri di questa fusione tra arte e comix.
Sebbene Warhol sia più noto per le sue opere ispirate alla cultura popolare, come le sue serie di lattine di zuppa Campbell, anche lui ha utilizzato riferimenti ai fumetti nel suo lavoro. La sua serie di ritratti di Superman e i suoi lavori ispirati ai personaggi dei fumetti rappresentano il suo approccio alla cultura di massa, dove la ripetizione e l'iconizzazione del personaggio come simbolo consumistico diventano temi centrali.
Anche se Rosenquist non ha usato direttamente i fumetti come Lichtenstein, ha adottato un approccio visivo simile, incorporando immagini tratte dalla cultura popolare e dai mass media. Il suo uso di tecniche di collage e di immagini stilizzate può ricordare l'effetto visivo dei fumetti, contribuendo alla fusione tra arte e vita quotidiana.
Wesselmann ha unito il mondo dei fumetti con il linguaggio visivo della Pop Art attraverso il suo lavoro sulle immagini delle donne e degli oggetti quotidiani. Le sue serie "Great American Nude" e "Still Life" sono esempi di come l'arte possa mescolare l'iconografia del consumo con un linguaggio visivo forte e diretto, tipico dei comix.
Pur essendo più legato al movimento del British Pop, Hamilton ha esplorato temi legati alla cultura dei consumi e alla popolarità dei mass media, che includevano anche i comix. La sua attenzione ai dettagli visivi e alla rappresentazione iconica può essere vista come un parallelo con l'uso dei comix nella Pop Art americana.
Paolozzi è uno degli artisti più noti del movimento del Pop Art britannico e ha avuto un ruolo cruciale nell'introduzione della cultura popolare nell'arte. Negli anni '50, creò una serie di collage in cui combinava immagini di pubblicità, fumetti e fotografie, ispirandosi alle estetiche della cultura di massa. I suoi collage e assemblaggi, come Bunk!, sono esempi chiari della sua fascinazione per i comix e per l’uso di immagini tratte dai media popolari.
Richard Hamilton (Regno Unito)
Considerato uno dei fondatori della Pop Art britannica, Hamilton ha esplorato la cultura di massa, inclusi i fumetti, nelle sue opere. Il suo famoso collage Just what is it that makes today's homes so different, so appealing? (1956) mostra la sua fascinazione per l'immagine pubblicitaria, l'estetica popolare e, indirettamente, i comix. Sebbene non sia un uso diretto dei fumetti, l'influenza della cultura pop è evidente nel suo lavoro.
Hockney (Regno Unito)
Anche se noto principalmente per il suo stile pittorico figurativo, David Hockney è stato influenzato dai fumetti e dalla cultura popolare in alcune delle sue opere. Durante i suoi primi anni a Londra, Hockney fu attratto dal lavoro dei fumettisti, e i suoi lavori grafici degli anni '60, come le illustrazioni per la serie di A Rake's Progress di Hogarth, mostrano un interesse per la narrazione visiva che richiama la struttura dei comix.
Robert Crumb (Usa)
Sebbene Robert Crumb sia un artista statunitense, è significativo menzionarlo poiché la sua opera ha avuto una grande influenza anche in Europa, dove ha trovato una ricezione molto attiva e ammirata. Crumb è stato un pioniere della controcultura e del fumetto underground, con il suo stile distintivo che ha attratto molti artisti europei. Il suo lavoro ha avuto un'influenza fondamentale sulle scene artistiche di Berlino, Parigi e Londra, in particolare per quanto riguarda il fumetto come forma di arte matura.
Giorgio de Chirico (Italia)
Sebbene non possa essere considerato un artista del movimento Pop, de Chirico ha utilizzato la semplificazione e l'impatto grafico caratteristico delle graphic novel.
Ben Vautier (Francia)
Ben Vautier, artista francese legato al movimento Fluxus, ha utilizzato la cultura dei comix e il linguaggio visivo della Pop Art nelle sue performance e installazioni. La sua arte è profondamente influenzata dall'idea di demistificare l'arte e avvicinarla alla cultura popolare, dai fumetti ai cartoni animati.
José Luis García-López (Spagna)
Artista di fama mondiale, il lavoro di García-López si inserisce in una tradizione di fumetti europei, ma con un'influenza evidente della cultura popolare americana. I suoi disegni per fumetti come Wonder Woman e Superman hanno ispirato una nuova generazione di artisti che guardano ai comix anche come veicolo di espressione artistica, tanto più perché economicamente sostenibile in quanto connessa con l'editoria e non con le gallerie d'arte.
